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trasferirsi a tenerife

Rana Bollita? No grazie, meglio trasferirsi a Tenerife!

Quando si parla di “perchè trasferirsi a Tenerife” è ovvio che innanzitutto si tratti o di argomenti che portano un indubbio benessere psicologico (il clima, il cibo, la bellezza dei luoghi, etc…) o di fattori che rendono migliore la qualità della vita rispetto alla precedenza (costo della vita, sicurezza, sanità, etc…).
Se scorri le categorie del nostro blog, non farai fatica a trovare articoli che trattano approfonditamente di tutti questi fattori.

Oggi però voglio parlarti dell’argomento trasferirsi a Tenerife sotto una chiave più sociale e psicologica e semplicemente come una delle migliaia di alternative esistenti come reazione a una situazione sgradita: io ho fatto questa scelta, tu potresti preferirne altre.

Cos’è che in qualcuno fa scattare la molla che lo porta a trasferirsi a Tenerife mentre altri rimangono nel Bel Paese? Io lo chiamo avere un senso del pericolo vigile e non sedato.

 

trasferirsi a tenerife

 

Leggi queste poche righe tratte dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano.

Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare.
La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Pensa che questo esperimento fu condotto dal John Hopkins University nel 1882!
Durante le varie prove, un team di ricercatori Americani notò come se si tirava una rana nell’acqua bollente questa saltava fuori immediatamente, ma se la si metteva a bagno nell’acqua fredda e la si riscaldava lentamente e costantemente… la rana arrivava a farsi bollire senza reagire.

Questo principio venne usato dal filosofo americano Noam Chomsky per sottolineare la tendenza innata delle persone ad adattarsi a situazioni spiacevoli e involutive senza ribellarsi, fino a quando è troppo tardi!

Cosa centra tutto questo con l’Italia?

Avevo stipulato un contratto col “governo” che aveva promesso di tutelare i miei diritti in cambio del mio contributo di buon cittadino mentre in realtà continuava a cambiarmi le carte in tavola aumentandomi le tasse e limitando sempre più i miei diritti… ma lo faceva un po’ alla volta, lentamente e sempre con la scusa che era nell’interesse generale.

Tutti riconoscono questa situazione (l’acqua continua a scaldarsi) ma nessuno si muove, tutti continuano ad aspettare che la soluzione arrivi dall’alto, spaventati dall’idea di intraprendere iniziative che li allontanino dalla loro falsa illusione di “comodità” e di “conosciuto”.

Sarebbe invece il momento di “saltare”, di prendere decisioni differenti.
Potrebbe essere un nuovo lavoro, una vita diversa o, nel mio caso… trasferirsi a Tenerife.

 

trasferirsi a tenerife

 

Ma approfondiamo ancora un po’ il principio della rana bollita con questo altro brano di Chomsky:
Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo.

Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone.
In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, alla integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.

 

Vi riporto qui sotto un decalogo di strategie estratto dagli scritti di Chomsky e che potete trovare ovunque sul web:

1 – La strategia della distrazione
Consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti utilizzando la tecnica del diluvio di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.

Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare.

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione
Si crea un problema o una “situazione” che sia la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza a discapito delle libertà.
Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, per un po’ di anni consecutivi: privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantiscono più redditi dignitosi.

Tutti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire
E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato con l’ingenua speranza che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini
Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.

 

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6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione
Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito del senso critico dell’individuo.
Inoltre apre la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti.

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità
La qualità dell’educazione deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare.

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti.

9 – Rafforzare il senso di colpa
Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo.
In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si inibisce ad agire.
Senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca
Negli ultimi 50 anni, grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente.
Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso.
Ciò comporta un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

 

Trasferirsi a Tenerife, le mie motivazioni

Quando ancora molti anni fa presi coscienza di tutto questo, è cominciata la mia vita fatta di “salti” che si ripetevano ogni volta che sentivo l’acqua che cominciava a scaldarsi.

L’ultimo balzo è stato trasferirsi a Tenerife e qui, per fortuna, l’acqua è ancora fredda o quantomeno è alla temperatura in cui era in Italia 30 anni fa.

Tu cosa pensi di fare?

Se sei interessato ad avere altre informazioni su come trasferirsi a Tenerife o come sia vivere qui, potrebbe interessarti l’articolo “11 cose non vere di Tenerife”.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Conosci qualcuno che si è trasferito a Tenerife? Ti ha raccontato qualcosa della sua esperienza? Cosa lo ha colpito di più?

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