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Vivere a Tenerife e i grandi cambiamenti fatti di piccole cose

Non so se, dopo solo 4 anni che vivo qui a Tenerife, posso dire di essere già un’isolana o, più correttamente, dovrei definirmi “un expat in prova”. Anche perché le statistiche mi remano contro, visto che sembra che ogni 20 persone che vengono per trasferirsi qui, 19 tornano a casa prima del sesto anno… e a me mancano ancora due anni per tagliare quel traguardo!

Forse però è più una questione di lana caprina, visto che siamo tutti diversi. E se ci sono italiani che, dopo 10 anni qui, si sentono e vengono ancora trattati come “stranieri”, ci sono poi persone come il mio socio Massimo che, al solo uscire dal portellone dell’aereo che l’aveva portato qui la prima volta, si soffermò a guardare il cielo azzurro, un pappagallo appoggiato sulla coda di un aereo, il personale di terra in maniche corte a Dicembre, ed esclamò: “Sono arrivato a casa”. Ed effettivamente… da qui non si è più mosso. E se c’è qualcuno che posso citare come esempio perfetto di chicharrero adottivo… non c’è dubbio che quello sia lui.

Tenerife ti sceglie

I Canari sono soliti dire che Tenerife non si sceglie,
è l’isola che ti sceglie.

Se tu vivessi già qui, saresti completamente d’accordo con questa affermazione. Perché effettivamente quest’isola può isolarti completamente in poco tempo o abbracciarti con il calore che si offre al figliol prodigo che torna a casa. Questo succede in maniera del tutto naturale quando ti rendi conto che qui potrai essere chi non avevi mai potuto essere e vivere come non sapevi che si potesse fare. E appena capito questo… alcuni si raggomitolano su se stessi inconsciamente spaventati dall’enormità del cambiamento, mentre altri si limitano ad abbandonarsi alla vita del luogo e lasciano che il fiume della novità li avvolga e li renda parte integrante del luogo.

Si dice che il diavolo stia nei dettagli, ma anche il cambiamento sta nelle piccole cose che però, tutte insieme, danno vita a una realtà che niente ha a che vedere con quella italiana. So che non sono te e che la mia vita qui è molto probabile che non sia neanche lontanamente simile a quella che ti piacerebbe fare. Ma oggi vorrei spiegarti quante piccole cose sono cambiate nella mia quotidianità e perché mi senta parte di questa realtà tanto quanto mi sentivo un’estranea in quella a cui ho girato le spalle senza rimpianti quando ho abbandonato il Bel Paese.

Posso invitarti… nella mia vita? 

Vediamo se riesco a farti vedere la mia nuova realtà attraverso i miei occhi e le mie sensazioni. Cominciamo con il punto 1

Vivere a tenerife - i figli

I Figli!

Se hai già visto qualche mio video, sai che sono sposata e ho una bambina di pochi anni, la mia patacchina Martina!!! Ovviamente aveva pochi mesi quando ci siamo trasferiti, ma molte mie amiche erano già mamme e quello che mi raccontavano su come era organizzata la loro vita era abbastanza inquietante…

La mattina sveglia presto, perché bisognava portare i bambini a scuola anche se distava pochi chilometri e poi bisognava andarli a riprendere. 2 pomeriggi alla settimana piscina e un altro pomeriggio ginnastica (per fare un’esempio, ma altri andavano a calcio, a danza e via dicendo) e anche lì… macchina e chilometri. Di fare uscire i bambini di casa da soli non se ne parlava, se non si voleva rischiare che qualche macchina te li prendesse in pieno. Quindi, ogni tanto, bisognava portarli a casa di qualche amichetto e giù ancora chilometri in macchina. A parte tutto gli spostamenti e il costo… il tempo necessario per tutto questo rendeva i figli un lavoro a tempo pieno!

Suppongo che quelle mie amiche facciano ancora quella vita frenetica, ma io invece vivo a Tenerife.

tenerife residence

E benché mia figlia sia piccolina… la mattina va da sola a scuola con il monopattino e per la strada incontra sempre due amichetti che vivono a poche decine di metri da noi e se io l’accompagno trovo sempre qualche genitore con cui fare due chiacchiere e che sono sempre sorridenti anche se sono svegli da poco.  Il pomeriggio, dopo aver fatto i compiti (va beh dai… quei due scarabocchi che gli danno da fare!!!) esce tranquillamente per vedersi con i suoi amichetti perché… viviamo in un grande resort da cui non si può uscire senza le chiavi e dove può correre, strillare e persino andare in piscina. Abbiamo a 400 metri un grande parco con scivoli e altalene dove Martina adora vedersi con altri bambini e siccome c’è anche una piccola pista di pattinaggio… adesso si sta appassionando e chissà che non mi stia crescendo in casa una futura campionessa!

tenerife spiagge

Il sabato e la domenica… abbiamo il mare e bellissime spiagge a 3 chilometri e mia figlia cresce sana, abbronzata e felice. E mi si permetta di dirlo… anche noi genitori, perché siamo molto più liberi di dedicarci al nostro lavoro, alla casa e ai nostri hobby. Certo, non viviamo a Santa Cruz o a Las Americas dove tutto sarebbe come in Italia. Ma Tenerife ti permette di scegliere e noi… abbiamo scelto!

Ma anche il punto 2 mi ha lasciato abbastanza sconcertata all’inizio della mia avventura su quest’isola… e parlo degli

tenerife - Animali domestici

Animali Domestici

Il mio Casper, un gatto che più incrociato di così veniva fuori un topo, era il classico gatto da appartamento la cui massima attività era stiracchiarsi, dare qualche zampata svogliata e qualche mosca fastidiosa, e trotterellare dal suo cuscino alla ciotola e ritorno quando era l’ora di mangiare. Qui… mi si è trasformato in un vagabondo, alle volte ne perdiamo notizie per ore e se all’inizio ci preoccupavamo, quando abbiamo scoperto che il furbetto traditore aveva imparato a fare visita  ai vicini che lo viziavano di golosità e bocconcini, ci siamo tranquillizzati.

In Italia  con la gente stressata che ci abitava vicino, avremmo rischiato qualche brutto gesto nei suoi confronti, ma qui questo problema non esiste. Ovviamente questa nostra tranquillità ha un costo perché mi sento in dovere ogni tanto di portare ai miei vicini una torta o del ragù bolognese fatti da me per scusarmi dell’invadenza di Casper e per ringraziarli della loro gentilezza e buon animo.

Ovviamente poi… succede anche il contrario e così, da quasi due anni, la famiglia si è allargata e a Casper si è unita Mafalda che è apparsa un bel giorno dal nulla e ha gradito così tanto i bocconcini nella ciotola che… ha deciso di adottarci e così adesso le ciotole sono 2! Anche Massimo (il mio socio) e Silvia (sua moglie) hanno 2 gatti ma hanno anche un cane (il simpaticissimo Dago), cosa che non hanno mai voluto in Italia per non vivere lo stress di guinzagli, museruole e passeggiate al freddo o sotto la pioggia camminando su strade inzaccherate e con sempre gli occhi sulle macchine in arrivo.

Qui però non piove e non fa freddo, il cane gira libero al loro fianco fino a che si cammina sui grandi marciapiedi e appena arriva alle zone naturali che distano poche decine di metri, dove di macchine non ce ne sono, corre libero, insegue lepri o lucertole, gioca coi tanti cani che si incrociano nelle passeggiate e intanto Massimo e Silvia… fanno amicizia con i proprietari, scambiano con loro 2 chiacchiere mentre i loro pelosi si divertono e possono godersi il loro Dago senza dover fare tutti i sacrifici o affrontare le tante problematiche che chi ha un cane in Italia conosce più che bene.

Insomma, Tenerife sì è l’isola del relax ma anche… del buon convivere con gli animali domestici, i nostri… e quelli degli altri!

E veniamo a un altro aspetto della mia vita a Tenerife e… anche al punto 3 ho impiegato un po’ ad abituarmi e parlo del rapporto che si sviluppa qui con…

Tenerife amici e grigliata

I Ristoranti e la Gastronomia

In Italia se inviti qualcuno a cena o a una ricorrenza particolare, le grandi manovre cominciano il giorno prima con la spesa ciclopica la mattina seguita da ore e ore ai fornelli per stupire gli ospiti coi tuoi manicaretti! Lo stesso dicasi se si decide di andare a mangiare in qualche ristorante che ovviamente si sceglie con cura per poter godere di un bengodi di sapori e piatti originali e perfettamente cucinati e proposti.

Arrivata a Tenerife…. I primi sospetti (minimizzando) li ebbi quando venimmo invitati da una coppia di amici canari a passare il capodanno con loro e altri conoscenti e quando arrivammo… la tavola era vuota, la cucina deserta e a parte 3 ciotole di patatine e altrettante di olive… non c’era niente di niente da mangiare! Ma la mia perplessità aumentò quando la padrona di casa mi accompagnò nel giardinetto dove troneggiava un tavolo con sopra 4 vassoi stracolmi di ogni ben di dio di carne e verdure e a fianco un barbecue acceso.

Con tutto l’entusiasmo del mondo mi spiegò che ogni volta che avevamo voglia potevamo mettere a cuocere quello che volevamo e poi… mi girò le spalle e andò ad accogliere un altro invitato. Quel giorno imparai che qui la gente si ritrova per il gusto di vedersi e che il mangiare non rientra nei canoni della buona ospitalità.

Mi successe di nuovo, a distanza di poco tempo, quando arrivando a un invito a cena… ci ritrovammo di nuovo davanti a una tavola vuota e dopo la prima ora di chiacchiere e vino (quello sì non manca mai!!!), ci venne chiesto se ci piaceva l’idea di ordinare una pizza a domicilio o se preferivamo che ci facesse un’insalata. Insomma, da buona cuoca bolognese non nego che a casa mia rimango attaccata alle mie tradizioni e che se verrai a mangiare da me potrai già dare 4 calci alla tua dieta e sbottonare la camicia. Ma quando usciamo con gli amici… il posto può essere anche un bar di tapas davanti al quale ci siamo casualmente ritrovati perché qui diamo importanza alla qualità dei rapporti e del tempo che passiamo insieme e se quello che ci mettono nel piatto è saporito, siamo già contenti! Lo stesso vale per le feste in cui ci si ritrova in tanti in casa e in cui qui tutti portano qualcosa così nessuno deve lavorare tanto e tutti possiamo goderci la serata… coi nostri piatti e bicchierini di carta e i nostri contenitori da recuperare a fine serata.

È vero anche che qui si mangia fuori spessissimo, almeno 4-5 volte la settimana e quindi è abbastanza normale interpretare gli incontri con un’occhio al portafoglio piuttosto che privilegiare l’esperienza gastronomica! Insomma, ristoranti e cene in casa sì ma… per passare una bella serata in compagnia e non per stupirci col cibo!

E queste considerazioni mi portano direttamente al punto 4, anche questo completamente differente da com’era in Italia…

tenerife friend

Gli Amici!

Qui magari farò un po’ più fatica a farti comprendere questa realtà, ma permettimi di provarci. Non so se era solo una cosa mia, ma quando ci si vedeva con gli amici in Italia aveva comunque una certa importanza, non solo essere in ordine, ma anche ricordarsi di non mettere per sbaglio il vestito della volta precedente e comunque scegliendo capi che riflettessero una certa scioltezza… mmm… chiamiamola economica. Non da meno era l’importanza che si dava a domande come “Dove andiamo?”, “Cosa facciamo” e non ultimo… la puntualità era un crisma di fede. Se poi per caso dovevi disdire un appuntamento, era meglio che fossi incastrata tra le lamiere della tua macchina mentre i pompieri cercavano di estrarti dal radiatore di un camion rimorchio, perché una giustificazione tipo “Sono stanca e non ne ho voglia” ti valeva una spunta nera nella rubrica della tua amica, quando non una croce rossa dipinta sulla porta col sangue di maiale!

Insomma… sto scherzando ma… sono sicura che hai capito cosa intendo! Qui le cose funzionano in maniera… un po’ diversa… anzi… strana! Magari ti arriva un messaggino con su scritto “Noi domani sera andiamo a mangiare delle costolette. Se vuoi aggregarti partiamo dalla fontana alle 8”…. e punto! Non c’è un vieni, non vieni, ce la fai a quell’ora, ne hai voglia…. niente di tutto questo! Se alle 8 sarò alla fontana sarò la benvenuta e se non ci sarò… loro mangeranno le costolette e la prossima volta mi rimanderanno un messaggino così… senza chiedere né scuse né spiegazioni. Quando ci troviamo tra noi il dress code è abbastanza rigoroso…. diciamo… che si va dal pantaloncino corto con infradito al tutone da grande magazzino con scarpetta da ginnastica rigorosamente cinese fino ad arrivare alla tunica indiana fiorata a gerani con tanto di api perplesse che ci girano intorno. Così intorno al tavolo pasteggeranno i trentenni coi sessantenni, i dark con gli spiaggieri e i surfisti rasta con la signora cotonata e tutto… in perfetta armonia!

Tenerife amici

Che posso dirti di più per spiegarmi… è qualcosa di strano e bisogna farci l’abitudine e niente ovviamente ti impedirà di scegliere compagnie più omogeneizzate alla tua maniera di essere o di vedere le cose, ma la verità è che qui delle apparenze, dei formalismi e dei vestiti ci importa poco e diamo molta più importanza al cuore che batte sotto una camicetta o alla mente di cui intravediamo il brillare negli occhi di chi ci parla.

Insomma… che sia chiaro, questa non è Tenerife, molti ti racconterebbero storie diverse ed è giusto così perché quella che ti ho raccontato oggi è la mia Tenerife e se mai un giorno pensassi che trasferirsi a Tenerife potrebbe piacerti, sono sicura che anche tu troverai la TUA Tenerife che ti calzerà come un guanto e ti farà sentire meravigliosamente tanto quanto mi sento io… nella mia nuova vita su quest’isola.

Oggi mi ha fatto piacere accompagnarti a fare 4 passi nella mia vita e se hai sono stati 10 minuti piacevoli, potresti condividere questo articolo con altri amici interessati, mettere un like sui nostri canali social (youtube, instagram, facebook, tiktok..)
Se ti avanzano 2 minuti… in questo video anche Massimo ha qualcosa da raccontarti su quello che qui a tenerife… non troverai!
se invece vuoi dei motivi per trasferirti qui a tenerife, qui te ne offro 13+1 !!!

Bienvenido a Tenerife!”

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